Nuovo  Corona Virus, Cina, 23 Gennaio 2020

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L’epidemia del 2019-n-coV si allarga. Ma molti casi sospetti sono ancora tutti da provare.
Ufficialmente poco più di 600 persone sono state contagiate e che hanno manifestato i sintomi della malattia respiratoria.
Numeri molto ridotti rispetto alle migliaia di persone che, presumibilmente, si sono contagiate con il temuto virus respiratorio 2019-nCoV ma che non hanno manifestato sintomi oppure hanno manifestato solamente lievissimi sintomi simil influenzali. I decessi da 2019-nCoV, ad oggi, salgono a 25 in Cina. Di questi si registra il primo decesso fuori la città di Wuhan, epicentro della epidemia. All’estero i primi casi sporadici sono stati denunciati nei giorni scorsi in Thailandia, Corea del Sud, Giappone e Filippine. Un caso sospetto è stato registrato negli USA dove all’aeroporto di Los Angeles, attraverso gli “scanner per la temperatura”, è stato identificato e portato in ospedale un viaggiatore per sospetti sintomi influenzali da coronavirus cinese.  Alcuni casi in Australia. Arrivano notizie di casi sospetti e non confermati in Europa. In Scozia sono stati ricoverati quattro cittadini cinesi e sottoposti ai test senza conferme. Altri paesi hanno prima indicato e poi smentito casi di sospetta malattia respiratoria dal virus in questione. In Francia il Ministero della Salute ha smentito un possibile caso. Singapore ha registrato un primo caso, un uomo di 66 anni di Wuhan. Un caso è stato segnalato anche in Arabia Saudita: si tratterebbe di un’infermiera indiana che lavora in un ospedale nella città saudita, risultata positiva ai test. Denunciati in Vietnam 2 casi sospetti, sono due cittadini cinesi, padre e figlio provenienti dalle aree della epidemia. Anche in Italia il primo caso sospetto a Bari ed a Venezia, non confermati. In Europa non sono stati ancora confermati casi di contagio per il Coronavirus. I casi sospetti vengono monitorizzati negli ospedali attrezzati al contenimento ed al trattamento di queste malattie.
Tutte queste notizie e le evidenze di un sistema mondiale di controllo, attivato in tempi da record, confermano quanto da me affermato in precedenti documenti.  Ossia che mai, come per questa epidemia, i paesi del mondo intero si sono allertati. E mai per una malattia respiratoria, che si è presentata come tante altre, il sistema sanitario ha identificato, sequenziato il DNA, e poi circoscritto il focolaio, il modo “draconiano”, e vedremo se efficace. In tutto il mondo sono scattate in pochi giorni misure di controllo e di contenimento, come mai era accaduto precedentemente. Le misure di prevenzione e di controllo della epidemia sono stati drastici soprattutto nelle città cinesi dove la popolazione è stata sottoposta a restrizioni particolarmente forti. Le autorità di Pechino sono arrivate a chiudere la Città Proibita. Nella Capitale ed anche a Macao, sono stati annullati i festeggiamenti per il Capodanno cinese del 25 gennaio. In questa occasione normalmente decine di milioni di persone viaggiano all’interno e verso la Cina. Altre Città della Cina, tra cui Wuhan, epicentro della epidemia, sono isolate ed hanno assunto una caratteristica spettrale. I risvolti sulla economia cinese, derivati dalla possibilità che l’epidemia si aggravi, sono stati particolarmente negativi. Addirittura i listini del secondo mercato azionario al mondo sono scesi fortemente, lo yuan si è indebolito.  La Borsa di Shanghai ha perso il 2,75% in quella che è stata la peggior seduta di fine anno della sua storia. Tutto questo comunque ci fa pensare che dietro questo virus c’è una preoccupazione della sua diffusione e sulla sua pericolosità, che va oltre le situazioni che abbiamo avuto nel corso degli anni. Un esempio riguarda il comportamento nei confronti del Coronavirus sviluppatosi nei paesi arabi, dove ci sono stati quasi un migliaio di mori accertati. Vedremo cosa succede nei prossimi giorni.

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