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Drammatica situazione sanitaria durante la guerra in Ucraina

Drammatica situazione sanitaria durante la guerra in Ucraina

La libreria del viaggiatore:
volumi consigliati

La drammatica situazione sanitaria attuale in Ucraina e nei paesi limitrofi durante la prima settimana di guerra.
L’
impatto sulla salute della popolazione.

UN  APPELLO DI EMERGENZA
La Fondazione CESMET e la Clinica del Viaggiatore per
l’ “ASSISTENZA ALLE FAMIGLIE UCRAINE – mamme e bambini ed orfani, profughi
 che fuggono dalla guerra”.

  •            Per Donare Subito :
    CAUSALE da Fondazione Cesmet per progetto CADIS “assistenza alle famiglie ucraine”;
    INTESTAZIONE:  Fondazione Camillian Disaster Service Internazionale; IBAN: IT13T0310403202000000840270;
    BIC: DEUTITM1582

Ucraina: Situazione sul campo

Migliaia sono le vittime segnalate in aumento costante. Migliaia sono i feriti per i combattimenti terrestri e per i bombardamenti delle città e cittadine in tutto il paese.
Servizi Medici di Emergenza (EMS), Reparti Chirurgici Unità di Terapia Intensiva sono paralizzati sia da pazienti traumatizzati per le ferite riportate durante i combattimenti, sia dai danneggiamenti o addirittura dalle distruzioni causate dai combattimenti.
I Servizi Sanitari Essenziali sono interrotti ed al collasso. Una grande emergenza è dovuta al blocco dei trattamenti delle “malattie croniche/non trasmissibili” (NCD): “diabete, neoplasie e malattie cardiovascolari”.
Azzerato l’accesso ai “servizi di salute mentale” e di “sostegno psicosociale”, l’assistenza sanitaria sessuale, riproduttiva e materna, le cure prenatali. Non è più praticabile alcun tipo di assistenza alle persone con disabilità.

Grave è la situazione determinata dal difficile, se non impossibile accesso alle strutture sanitarie di base, ai medici di famiglia, ai servizi sociali. Tutto questo a causa della mobilità di persone e mezzi limitata e per i problemi di sicurezza.

L’organizzazione sanitaria in buona parte del paese, ed in particolare nelle grandi città sotto assedio e bombardate è inaccessibile alla popolazione.
Una situazione particolarmente grave è determinata dal blocco dell’accesso ai programmi statali di rimborso dei “farmaci economici” e “dell’insulina gratuita” per i pazienti diabetici. Tutto questo è un dramma poco conosciuto che sta piegando la resistenza di una popolazione già indebolita nella sua salute fisica e mentale dalla guerra.

Molte infrastrutture sanitarie (ospedali, ambulatori, centri specialistici, centri materno infantili) sono danneggiate e l’accesso agli ospedali di riferimento ed anche alle farmacie è molto limitato. Non arrivano scorte di farmaci ed equipaggiamenti. Il personale sanitario in parte è occupato nel conflitto, in parte non riesce più a gestire i servizi. Molti hanno lasciato le aree colpite dal conflitto. Il sistema sanitario è sulla via della paralisi. La questione non viene riportata e non viene dato il giusto peso alla drammaticità della situazione.

 

SITUAZIONE SANITARIA
La paralisi dei servizi sanitari rendono la popolazione, in particolare i bambini, le categorie più deboli, le donne in gravidanza, più sensibili alla aggressione delle malattie infettive trasmissibili, quali COVID-19, poliomielite e morbillo. Scarsa è la copertura vaccinale e questo aumenta il rischio di epidemie, in particolare tra i bambini;
La pandemia di COVID-19 è stata particolarmente aggressiva. Circa 5.000.000 di casi con oltre 100.000 morti dall’inizio della pandemia. E una copertura vaccinale della popolazione del 34%, percentuale bassissima che rende la popolazione ancora aggredibile dal SARS-CoV2 (var. Omicron) che in questi giorni non trova più freni nella sua diffusione.
I recenti casi di polio denunciati nella nella parte occidentale del paese aggravano il rischio di diffusione incontrollata della malattia, in una popolazione con copertura vaccinale limitata. Il morbillo rialza la testa ed i casi sono in aumento.
E’ chiaro che le condizioni di confinamento nei rifugi, lo spostamento della popolazione e i danni alle infrastrutture, tutto determinato dalla guerra in corso, di cui non si vede la fine, non fanno che aumentare i rischi di diffusione di Covid-19, polio, morbillo e di malattie respiratorie e diarroiche. Tutte queste condizioni, se non arginate potrebbero rapidamente avere un grande impatto sulla salute della popolazione.

PAESI VICINI

Al 01 marzo, 874.026 (dati ufficiali UNHCR) potrebbero essere già fuggite dalla violenza in Ucraina. Ufficiosamente si parla di oltre 1 milione di persone che hanno passato i confini.
La sola Polonia ha già accolto oltre 600.000 rifugiati, la Repubblica Moldova 90.000, l’Ungheria 150.000, la Slovacchia 70.000, la Romania 60.000 e altri paesi europei 80.000.
L’UNHCR stima che oltre 5 milioni di persone potrebbero fuggire dall’Ucraina e cercare protezione e sostegno in tutta la regione europea.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), con UNHCR, CRI (international),altre agenzie internazionali e gruppi di volontariato mirano ad assistere questi milioni di rifugiati e richiedenti asilo nei paesi vicini. Le “priorità sanitarie immediate” riguardano per prima cosa “l’accesso ai servizi di pronto soccorso e chirurgici” per i traumi da guerra e da fuga, da freddo e da sotto alimentazione. Segue l’accesso ai servizi sanitari essenziali “ospedalieri ed ambulatoriali” e provvedere alle scorte di farmaci di tutti i tipi, ma in particolare garantire i farmaci per i malati cronici (diabetici, cardiaci polmonari). Necessari farmaci e servizi per le mamme ed i bambini, i malati di HIV e di tubercolosi in trattamento.

In tutti i paesi meta dei rifugiati ucraini, occorrerà affrontare il problema della diffusione di COVID-19, anche favorendo campagne di vaccinazioni a tappeto, controllo delle infezioni respiratorie stagionali. Grande attenzione al rischio di focolai di morbillo e di polio.

L’OMS sta creando ed organizzando in questi giorni un “centro logistico ed operativo di emergenza” in Polonia per distribuire forniture mediche essenziali di emergenza, kit di traumatologia e per chirurgia; farmaci salvavita e di urgenza; forniture di laboratorio; per poi effettuare distribuzioni di materiali e farmaci in Ucraina ma anche nei paesi vicini che assistono i profughi.

La risposta alla situazione di grave emergenza causata dalla guerra consiste nel realizzare servizi per la cura dei traumi da guerra, ma soprattutto per garantire la continuità delle cure per tutte le categorie di pazienti cronici e che necessitano di farmaci e cure salvavita.
Fondamentale ricordarsi che le condizioni di sovraffollamento dei profughi possono peggiorare la situazione del COVID-19 e delle epidemie di polio e morbillo. E’ fondamentale da parte di tutti i soggetti che partecipano a vari livelli alla assistenza della popolazione Ucraina sostenere gli sforzi di risposta al COVID e alla sua diffusione assicurando che tutte le risposte rimangano attive e che continui la distribuzione di dispositivi di protezione personale (DPI), di forniture di test Covid, e soprattutto di vaccini e di terapie necessarie per i casi particolarmente aggressivi.

dati e contesto da OMS clicca qui

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