Test Mantoux: cosa è e quando fare la prova della tubercolina

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TEST MANTOUX: la prova della tubercolina sul braccio  

 

Per identificare una “infezione tubercolare latente” o per studiare il tuo stato immunitario nei confronti del Bacillo Tubercolare, quindi per sottoporti ad un test di screening, puoi essere sottoposto a due test differenti che sono in grado di fornirti informazioni precise sui possibili contatti o sull’eventuale contagio avuto con il batterio, valutando il tuo “stato immunitario cellulo mediato”.  Naturalmente i test sono utilizzati per aiutare il clinico a fare diagnosi di una eventuale tubercolosi in atto.  
I test a cui puoi sottoporti sono:
(1) test cutaneo alla tubercolina (Mantoux Test)
(2) test su siero di rilascio di interferone gamma (IGRA), nella cui categoria rientra il test Quantiferon.

L’identificazione precoce di uno stato latente, possibile in coloro che hanno vissuto a lungo in ambienti iperendemici, cioè dove si trova molto Mycobacterium, in particolare nelle aree dei paesi tropicali, che consente di trattare tempestivamente l’infezione tubercolare latente (LTBI), può ridurre notevolmente il possibile rischio di una riattivazione della malattia tubercolare.
Per questo motivo effettuare i test tubercolari, prima il test cutaneo ed eventualmente il test di conferma, può essere importante per la tutela della tua salute.
I test e l’eventuale trattamento della LTBI, in caso di positività, dovrebbero essere eseguiti nelle categorie di persone considerate a rischio. Tra questi medici, personale sanitario, operatori di ambiente sanitario.
I viaggiatori internazionali che si recano in aree dove il Mycobacterium è presente dovrebbero effettuare il test Mantoux prima di partire ed al rientro dal viaggio.  Questo perché svolgono la loro attività lavorativa in situazione di rischio o in ambienti sanitari oppure per lavori e contatti ripetuti con popolazione e lavoratori locali, soprattutto in ambienti chiusi ed affollati. Insegnanti, volontari, religiosi, lavoratori di ogni tipo a contatto con omologhi.
Se rientri in una di queste categorie dovresti pensare di effettuare un test di controllo iniziale e periodici.

Il test cutaneo alla tubercolina (TST o MANTOUX) valuta la risposta intradermica ritardata, ossia sotto la pelle, da ipersensibilità al prodotto somministrato, un derivato proteico purificato (PPD) dal Mycobacterium tuberculosis.
Normalmente è necessario un periodo massimo di due / tre mesi, dopo un eventuale contatto ed una infezione con il bacillo tubercolare, affinché si verifichi la conversione del test cutaneo alla tubercolina, cioè questo esame diventi positivo e segnali l’avvenuto contatto con il batterio.
Nel caso di viaggiatori internazionali, delle categorie precedentemente individuate, sarebbe auspicabile l’effettuazione di un test MANTOUX prima del viaggio e dopo 2 mesi dal rientro. In caso di soggiorni prolungati, in ambienti di lavoro dove viene favorito un contatto prolungato, sarebbe consigliato effettuare il test una volta l’anno.
Per le persone immuno compromesse, con difese immunitarie deboli o compromesse, che hanno avuto di recente uno stretto contatto con casi noti infettivi di tubercolosi, la terapia per LTBI può iniziare anche se il TST risulta negativo.
I pazienti risultati positivi al TST o all’IGRA devono essere sottoposti a valutazione clinica per escludere una tubercolosi attiva e per valutare l’eventuale necessità di terapia contro l’infezione latente. E’ sempre necessaria una valutazione clinica, dei sintomi, della obiettività polmonare e sistemica a cui segue un esame radiografico del torace, dopo aver effettuato un test Mantoux, risultato positivo.

TEST CUTANEO DELLA TUBERCOLINA
Il test cutaneo della tubercolina è considerato la principale prova per individuare l’infezione o il contatto avvenuto con il batterio della tubercolosi ( o TBC).
La tubercolina è una frazione del bacillo tubercolare che, una volta iniettata provoca nell’organismo una risposta immunitaria, che si manifesta con una reazione infiammatoria sulla cute.
Il test è innocuo e sicuro e privo di conseguenze sulla salute, se positivo  può provocare una reazione anche intensa nel luogo di inoculo caratterizzata da gonfiore, indolenzimento e qualche linea di febbre.
Si esegue per sapere se c’è stato, in passato, un contatto con il “Mycobacterium Tubercolosis”, ossia con il batterio responsabile della malattia tubercolare. La positività del test indica il contatto passato o recente con il batterio della tubercolosi ma questo non equivale ad essere ammalati.

Come si esegue:
Si sceglie e disinfetta una piccola superficie dell’avambraccio e si inietta superficialmente con una siringa da insulina con ago sottilissimo la dose di tubercolina. Compare un pomfo sulla cute che lentamente si riassorbe (intradermoreazione di Mantoux). La risposta cutanea si manifesta dopo 48 / 72 ore dall’inoculazione.
Il test negativo non lascia alcuna traccia, in caso di positività compare un’area di cute infiammata con una papula centrale indurita.

La risposta viene così classificata:

  • negativa: assenza di indurimento ed eritema inferiore a 2 mm di diametro;
  • dubbia: con parvenza di indurimento ed eritema tra i 2 a 4 mm di diametro;
  • positiva: con indurimento dermico evidente ed eritema superiore a 5 mm di diametro.
  • intensamente positiva: se la papula si necrotizza centralmente e la reazione infiammatoria è moto evidente.

Il test negativo evidenzia l’assenza di contatto con il bacillo della tubercolosi.

Il test positivo  evidenzia un contatto con il bacillo tubercolare e la risposta è proporzionale allo stato di attività della malattia. In ogni caso va sottolineato che il test non fa diagnosi di tubercolosi ma evidenzia solamente la presenza di risposta immunologica, la diagnosi è squisitamente clinica con l’aiuto del quadro radiologico.

Un contributo chiaro alla interpretazione del test Mantoux

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