Coronavirus: i numeri nel mondo, in Italia e alcune considerazioni

Coronavirus: i numeri nel mondo, in Italia e alcune considerazioni

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Coronavirus: è dai numeri che discendono considerazioni e provvedimenti.

 

VISUALIZZA IL PLANISFERO CON AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE DEI CASI E DEI DECESSI PER CIASCUN PAESE

CORONAVIRUS NEL MONDO
CORONAVIRUS NEL MONDO

Attenzione: in queste pagine si parla di una situazione in rapida evoluzione e quindi le informazioni potrebbero non risultare sempre allineate con i dati e le informazioni più recenti disponibili.

La notizia da sottolineare oggi è che ” continua il calo della pressione sulle strutture sanitarie”.

Diamo un’occhiata a cosa succede in Italia e nel mondo. Dati di GIOVEDI’ 7 MAGGIO ore 18.00, dal comunicato della Protezione Civile Italiana.  L’Italia al terzo posto nel mondo, dopo la Spagna con
89.624  casi attualmente positivi al virus      – 1.904   nuovi casi rispetto a ieri
                                                                                     + 486  assistiti in ospedali rispetto ieri
215.858 
casi totali di COVID-19.                      + 1.401 nuovi casi

personale sanitario deceduto al 7 maggio dall'inizio della pandemia
personale sanitario deceduto al 7 maggio dall’inizio della pandemia

 

23.718  OPERATORI SANITARI POSITIVI
     155   medici deceduti
       40  infermieri deceduti
13  farmacisti deceduti


15.174 casi ricoverati sintomatici negli ospedali           – 595 casi rispetto a ieri

  1.311 ricoverati oggi nelle terapie intensive                         – 22 casi rispetto a ieri
73.139 (82% dei positivi attuali)  senza sintomi o lievi  in isolamento domiciliare
96.276    persone sono guarite,                                       + 3.031 guariti rispetto a ieri
29.958   persone sono decedute.                                         +274 morti ieri

Questo numero, però, potrà essere confermato solo dopo che l’Istituto Superiore di Sanità avrà stabilito la causa effettiva del decesso.

I CASI IN ITALIA DI CORONAVIRUS
I CASI IN ITALIA DI CORONAVIRUS

Le regioni: i casi attualmente positivi sono
36.211 in Lombardia,
15.493 in Piemonte, 
9.563 in Emilia-Romagna,
8.147 in Veneto,
5.584 in Toscana,
4.468 nel Lazio,
3.210 nelle Marche  
3.551  in Liguria,
2.773 
in Campania,
2.949  in Puglia,
2.157 in Sicilia,
1.370 nella Provincia autonoma di Trento,  
1.170 in Friuli Venezia Giulia,
1.915 in Abruzzo,
802 nella Provincia autonoma di Bolzano,
792 in Umbria,
914 in Sardegna,
791 in Calabria,
609 in Valle D’Aosta,
275
in Basilicata
215 in Molise

I dati Italiani della situazione del Coronavirus (06/05)  riportati in diagrammi dall’ISS.

Le caratteristiche dei pazienti deceduti positivi a COVID-19 in Italia (aggiornamenti ISS)

È stata confermata la diagnosi di infezione da SARS-CoV-2 nel 99% dei campioni testati con i tamponi inviati dai laboratori di riferimento regionale e processati dal laboratorio nazionale di riferimento (ISS).

La curva epidemica mostra un andamento in crescita delle nuove diagnosi fino al 20 marzo 2020 e successivamente a tale data un decremento lieve ma costante che dovrà essere confermato nei prossimi giorni, quando i dati saranno consolidati.

Le indagini epidemiologiche suggeriscono che l’infezione è stata acquisita in Italia in tutti i casi ad eccezione dei primi tre casi segnalati dalla regione Lazio, verosimilmente provenienti dalla Cina.

L’incidenza e la distribuzione dei casi segnalati per Regione: Al 13 aprile 2020:
Tutte le province italiane hanno segnalato almeno un caso di COVID-19.
I casi si concentrano soprattutto nel nord Italia, in particolare in:
Lombardia,
Emilia-Romagna;
Piemonte;
Veneto;
Molti casi sono riportati anche da:
Toscana;
Marche;
Lazio;
P.A. Trento;
Campania;
in ognuna di queste regioni il numero totale di COVID-19 3.000.
Altre 7 Regioni hanno riportato ognuna oltre 1.000 casi:
Le rimanenti cinque regioni hanno riportato numeri inferiori ai 1000
Basilicata;
Calabria;
Molise;
Sardegna;
Valle d’Aosta

La distribuzione dei casi e dei decessi segnalati per sesso e per età decennali mostra:
Nelle fasce di età
20-29,
30-39,
40-49
e >90 (più del doppio)
si osserva un numero maggiore di casi di sesso femminile
50-59
60-69
70-79
80-89
si osserva un numero maggiore di casi di sesso maschile

Si osserva un aumento della letalità con l’aumentare dell’età dei casi. La letalità è più elevata in soggetti di sesso maschile in tutte le fasce di età, tranne che per la fascia di età >90 anni.

Ad eccezione dei primi tre casi di COVID-19, provenienti dalla Cina, nessun altro caso notificato in Italia ha riportato una storia di viaggio in paesi con trasmissione sostenuta da SARS-CoV-2 durante il periodo di incubazione di 14 gg.

Il tempo mediano trascorso tra la data di insorgenza dei primi sintomi e la data di diagnosi con il tampone è stato:
di 3 giorni per il periodo 20-29 febbraio;
di 5 giorni per il periodo 1-20 marzo;
di 6 giorni dal 21 marzo al 9 aprile

Il quadro clinico di persone risultate positive ai test viene così riportato:
( 9,2%) asintomatici;
(16,7%) paucisintomatici;
(14,8%) sintomi non specificati;
(38,0%) sintomi lievi;
(18,7%) sintomi severi
(2,6%) sintomi critici da Terapia Intensiva.

Il virus SARS-CoV-2 circola nel territorio italianoattualmente con un andamento costante, e con una lievissima tendenza alla riduzione. Questo andamento segue le regole di diffusione tipiche dei virus respiratori. In particolare sappiamo che la diffusione di questo Coronavirus è particolarmente elevata. Ricordiamo che in Italia, come in tutto il mondo ha trovato una popolazione senza alcuna difesa immune, e questo gli ha consentito una diffusione rapida e senza alcun freno. Dai dati risulta che ogni infetto può contagiare 2.5 persone, secondo i tassi di diffusione. Anche questo dato varia nel tempo e nei diversi territori. Il tampone nasale e faringeo è considerato l’esame “gold standard” per l’individuazione della persona infetta e diffusore del virus. L’effettuazione dei tamponi, secondo criteri di controllo della popolazione e di conferma dell’infezione virale, nella fase più acuta, nei malati continua a seguire regole diverse, nelle diverse regioni. Non è esistita e non esiste in questo senso una politica nazionale omogenea. I tamponi sono stati eseguiti fin da subito prevalentemente sui sintomatici ed anche, generalmente, sui contatti. e dovrebbe essere eseguita a tappeto nelle diverse regioni, ma soprattutto in quei territori considerati particolarmente infetti. Il SARS-CoV-2 diffonde tramite la saliva e gli aerosol prodotti da tosse, starnuti e vocalizzazione, nella popolazione umana, globale, che si è trovata scoperta da qualsiasi difesa immunologica. Si ribadisce che anche mentre si parla le piccole goccioline della saliva, emesse dalla bocca, possono contenere e trasmettere il virus

La diffusione avviene tramite contatto ed adesione virale alle mucose respiratorie. Dal contatto con le mucose e l’adesione alle cellule (contagio) il periodo di incubazione (riproduzione e moltiplicazione rapida all’interno delle cellule ) mediamente di 6 giorni (2-7 giorni), con possibilità dopo questo periodo di manifestare sintomi respiratori simil influenzali lievi, che possono progredire ed arrivare a manifestarsi in modo particolarmente grave. Ma la persona contagiata, dopo il periodo di incubazione  può anche non manifestare sintomi ed iniziare dopo i 6 giorni a diffondere il virus. Quindi dall’inizio dei sintomi o anche nell’asintomatico dal momento in cui la persona inizia a diffondere il virus, il periodo di attività di diffusione del virus è mediamente di 14 giorni, con possibilità di prolungare questa fase al massimo fino ai 21/25 giorni. L’organismo, quando comincia a individuare il virus in circolo e che fuoriesce dalle cellule, attiva le sue difese iniziando a produrre anticorpi. Questo avviene, dopo circa una settimana dall’insorgere dei primi lievi sintomi (IgM) in crescita rapida per un breve periodo. Dalla 10a / 14a giornata inizia la produzione degli anticorpi neutralizzanti  (IgG), quindi nel corso della seconda settimana. Produzione che si mantiene nel tempo. Questa è la storia naturale della malattia e della produzione degli anticorpi che costituisce il razionale per l’utilizzo dei test per la ricerca delle immunoglobuline IgM . IgG. Lo studio della presenza o meno di questi anticorpi e la loro comparazione è in grado di dirci se la persona è ancora suscettibile all’infezione, se è in una fase attiva della malattia oppure se ha superato l’infezione diventandone immune.

Quindi la manifestazione dei sintomi può avvenire dopo il contagio, tra i 3 ed i 7 giorni, e proseguire fino a circa 2 settimane. Questo è considerato il periodo in cui una persona può diffondere il virus, se asintomatico, oppure manifestare la malattia. Questo è la modalità  con cui il virus ha circolato e si è diffuso sul territorio italiano. Il virus ha circolato in Italia, dalle prime aree del lodigiano dove sono comparsi i primi casi, e poi si è diffuso a macchia d’olio nelle regioni del Nord. I tassi di diffusione del virus giustificano i numeri che pubblichiamo e che sono raddoppiati giornalmente. Attualmente assistiamo ad una fase di livellamento. In diverse regioni si assiste ad una lieve frenata nei nuovi casi. Sempre più viene studiato e considerata l’influenza del clima e dei parametri meteo, quali temperatura, umidità nella facilitazione della diffusione del virus. L’inquinamento, per molti dati riportati in bibliografia, gioca un rulo molto importante.

Le misure sulla popolazione e sul tessuto sociale prese, prima nelle aree di focolaio epidemico, con misure drastiche di contenimento e di chiusura, poi allargate nelle regioni del Nord Italia dove il virus ha diffuso rapidamente, poi l’allargamento delle chiusure in tutta Italia, sono state e sono le uniche possibilità di frenare, difficilmente bloccare, la diffusione del Coronavirus.  Il distanziamento sociale, ossia tenere lontane le persone, la chiusura di tutti i luoghi di incontro delle persone, ossia scuole, università, uffici dove le persone potevano diffondersi facilmente il virus, la progressiva frenata di tutte le attività non essenziali. La quarantena, più o meno volontaria di tutti coloro che avevano avuto contatti con gli infetti. L’isolamento degli infetti e dei malati. Tutte queste misure hanno lo scopo di contenere al massimo la diffusione del virus e di alleggerire più possibile il carico di lavoro delle strutture sanitarie e di tutti gli operatori.

Tutti noi possiamo e dobbiamo agire con quel buon senso che ci porterà a superare lentamente questa ondata epidemica, oramai non arrestabile ma contenibile. Bisogna quindi cominciare a rivedere alcuni nostri modi di agire ed accettare le giuste norme per ridurre la veloce diffusione del virus:

  1. Tutti devono rimanere a casa il più possibile, per evitare di contaminarsi e di contaminare;
  2. Chi ha sintomi respiratori, soprattutto di una certa entità e come si faceva normalmente al tempo dei nostri nonni, rimanga a casa, fino alla fine dei sintomi. “Stai a casa e stai a letto” fino a che non ti passa. Vecchia predica che aveva il suo significato. Fa bene al malato ma soprattutto evita eventuali contaminazioni ad altre persone;
  3. Chi ha forme respiratorie importanti avvisi il proprio medico che valuterà la situazione e il comportamento da adottare;
  4. L’isolamento in aree sanitarie protette, per i casi conclamati, serve ad attivare l’attività clinica curativa, ma anche ad impedire la diffusione reale del virus da un caso attivo;
  5. la così detta quarantena di 14 giorni ha la funzione di isolare chi ha avuto contati con probabili diffusori di virus, e impedire che a sua volta diffonda il virus, senza saperlo;
  6. le misure di isolamento e contenimento della popolazione di territori dove si sono sviluppati focolai di virus ha la funzione di contenere il virus nell’area interessata e frenare più possibile la diffusione.

Casi totali   3 672 238   (nuovi 83 465)                       Morti                  254 045   (nuovi (6539))

                                          casi totali      (nuovi casi)                 decessi      (nuovi decessi)

  • Regione del Pacifico Occidentale                                                      148 838                1497                        6127                    33
  • Regione Europea                                                                               1 626 037             32209                    97.201                3.721
  • Regione del Sud Est Asiatico                                                               57 088                3067                       2174                    86
  • Regione del Mediterraneo Orientale                                                229 198                 7968                     8465                   175
  • Regione delle Americhe                                                                   1 542 829              35681                 150 238                2458
  • Regione Africana                                                                                    35 470                 1950                      1228                     23
    Per la lettura dei dati dei singoli paesi del mondo si rimanda direttamente al report dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità.)
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