Coronavirus: i numeri nel mondo, in Italia e alcune considerazioni

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Coronavirus: è dai numeri che discendono considerazioni e provvedimenti.

 

 

Attenzione: in queste pagine si parla di una situazione in rapida evoluzione e quindi le informazioni potrebbero non risultare sempre allineate con i dati e le informazioni più recenti disponibili.

Diamo un’occhiata a cosa succede in Italia e nel mondo. Dati di venerdì 27 ore 15.00, dal comunicato della Protezione Civile Italiana.  L’Italia al terzo posto nel mondo con, ad ora, 66.414 casi attualmente positivi al virus e 86.498 casi totali di COVID-19.

OPERATORI SANITARI POSITIVI  7.763

Le regioni: i casi attualmente positivi sono 23.895 in Lombardia, 9.361 in Emilia-Romagna, 6.648, in Veneto, 2.850 nelle Marche, 6.347in Piemonte, 3.170, in Toscana, 2.013 nel Lazio, 1.292 in Campania, 2.060, in Liguria, 1.027, in Friuli Venezia Giulia, 1.158 in Sicilia, 1.264 in Puglia, 824 in Umbria, 925 in Abruzzo, 1.164 nella Provincia autonoma di Trento, 86 in Molise, 413 in Valle D’Aosta, 469 in Calabria, 496 in Sardegna, 147 in Basilicata e 833 nella Provincia autonoma di Bolzano.
10.950 persone sono guarite,
9.134 persone sono decedute. Questo numero, però, potrà essere confermato solo dopo che l’Istituto Superiore di Sanità avrà stabilito la causa effettiva del decesso.

I dati Italiani della situazione del Coronavirus riportati in diagrammi dall’ISS.

Le caratteristiche dei pazienti deceduti positivi a COVID-19 in Italia (aggiornamenti ISS)

Il virus SARS-CoV-2 circola sempre più nel territorio italiano seguendo le regole di diffusione tipiche dei virus respiratori. In particolare sappiamo che la diffusione di questo Coronavirus è particolarmente elevata.  Ogni infetto può contagiare 2.5 persone, secondo i tassi di diffusione. Anche questo dato varia nel temp e nei diversi territori. L’effettuazione dei tamponi, secondo criteri di controllo della popolazione e di conferma dell’infezione virale nei malati ha seguito regole diverse, nei diversi territori. I tamponi sono stati eseguiti fin da subito non solo sui sintomatici, ma su tutti i contatti ed anche a tappeto all’interno delle aree considerate infette. Il SARS-CoV-2 diffonde tramite la saliva e gli aerosol prodotti da tosse, starnuti e vocalizzazione, nella popolazione umana, globale, che si è trovata scoperta da qualsiasi difesa immunologica.

La diffusione avviene tramite contatto ed adesione virale alle mucose respiratorie. Dal contatto il periodo di incubazione mediamente di 7 giorni, e con possibilità, dopo questo periodo di manifestazione, di sintomi respiratori simil influenzali lievi, fino a sintomi particolarmente gravi. Il periodo di incubazione massimo è di 14 giorni, con possibilità di arrivare fino ai 21/25 giorni.

Quindi la manifestazione dei sintomi può avvenire dopo il contagio, tra i 3 ed i 7 giorni, e proseguire fini a circa 2 settimane. Il periodo in cui una persona può diffondere il virus, se asintomatico, oppure manifestare la malattia.  Questo è il meccanismo che oramai si è instaurato sul territorio italiano. Il virus a circolato in Italia, dalle prime aree del lodigiano dove sono comparsi i rimi casi, e poi si è diffuso a macchia d’olio nelle regioni del Nord. I tassi di diffusione del virus giustificano i numeri che pubblichiamo e che quasi raddoppiano giornalmente. Sempre più viene studiato e considerata l’influenza del clima e dei parametri meteo, quali temperatura, umidità nella facilitazione della diffusione del virus.

Le misure sulla popolazione e sul tessuto sociale prese, prima nelle aree di focolaio epidemico, con misure drastiche di contenimento e di chiusura, poi allargate nelle regioni del Nord Italia dove il virus ha diffuso rapidamente, poi l’allargamento delle chiusure in tutta Italia, sono state e sono le uniche possibilità di frenare, difficilmente bloccare, la diffusione del Coronavirus.  Il distanziamento sociale, ossia tenere lontane le persone, la chiusura di tutti i luoghi di incontro delle persone, ossia scuole, università, uffici dove le persone potevano diffondersi facilmente il virus, la progressiva frenata di tutte le attività non essenziali. La quarantena, più o meno volontaria di tutti coloro che avevano avuto contatti con gli infetti. L’isolamento degli infetti e dei malati. Tutte queste misure hanno lo scopo di contenere al massimo la diffusione del virus e di alleggerire più possibile il carico di lavoro delle strutture sanitarie e di tutti gli operatori.

Tutti noi possiamo e dobbiamo agire con quel buon senso che ci porterà a superare lentamente questa ondata epidemica, oramai non arrestabile ma contenibile. Bisogna quindi cominciare a rivedere alcuni nostri modi di agire ed accettare le giuste norme per ridurre la veloce diffusione del virus:

  1. Tutti devono rimanere a casa il più possibile, per evitare di contaminarsi e di contaminare;
  2. Chi ha sintomi respiratori, soprattutto di una certa entità e come si faceva normalmente al tempo dei nostri nonni, rimanga a casa, fino alla fine dei sintomi. “Stai a casa e stai a letto” fino a che non ti passa. Vecchia predica che aveva il suo significato. Fa bene al malato ma soprattutto evita eventuali contaminazioni ad altre persone;
  3. Chi ha forme respiratorie importanti avvisi il proprio medico che valuterà la situazione e il comportamento da adottare;
  4. L’isolamento in aree sanitarie protette, per i casi conclamati, serve ad attivare l’attività clinica curativa, ma anche ad impedire la diffusione reale del virus da un caso attivo;
  5. la così detta quarantena di 14 giorni ha la funzione di isolare chi ha avuto contati con probabili diffusori di virus, e impedire che a sua volta diffonda il virus, senza saperlo;
  6. le misure di isolamento e contenimento della popolazione di territori dove si sono sviluppati focolai di virus ha la funzione di contenere il virus nell’area interessata e frenare più possibile la diffusione.

Casi totali      509.164   (nuovi 46.484)                       Morti                   23.335  (nuovi 2.501)

casi totali      (nuovi casi)            decessi     (nuovi decessi)

  • Regione del Pacifico Occidentale                                                        99.058            1.016                     3.540                28
  • Regione Europea                                                                                   250.287         17.506                   13.950              816
  • Regione del Sud Est Asiatico                                                                  2.536               261                           79                   8
  • Regione del Mediterraneo Orientale                                                  32.442            2.162                      1.312               151
  • Regione delle Americhe                                                                         75.712            4.104                       1.065               57
  • Regione Africana                                                                                      1.937               106                             31                  2Per la lettura dei dati dei singoli paesi del mondo si rimanda direttamente al report dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità.)
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