CORONAVIRUS: perchè il test rapido

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Coronavirus: il perché della scelta del test diagnostico rapido (in immunocromatografia)  in questa fase della pandemia, per la ricerca degli anticorpi IgM – IgG  SARS-COV2.

 

Perché presso il CESMET Clinica del Viaggiatore si è scelto di utilizzare il test rapido  per identificare gli anticorpi (M e G) di SARS-CoV2, ossia la risposta immunitaria in un         soggetto sano o con pochi sintomi, nel corso della pandemia COVID-19?   COVID-19: un protocollo specialistico con certificazione infettivologica del tuo stato di salute per la FASE 2 di ripartenza.

IL TEST SIEROLOGICO
IL TEST SIEROLOGICO

Da medico infettivologo ho deciso di utilizzare il “test sierologico rapido” (in immunocromatografia), per fornire, in particolare a chi è sano o con pochi sintomi, una valutazione, con ottima approssimazione, sulla presenza degli anticorpi contro il virus, ossia il contatto con il virus SARS-CoV-2, in questi 3 mesi di pandemia di COVID-19.
Mai effettuare il test sierologico per COVID-19 da solo, ma sempre inserito in un consulto infettivologico, secondo il nostro protocollo di controllo.

Perché utilizzare questo test diagnostico.    Perché è:

utile e sicuro nel fornire la risposta;
qualitativo (SI – NO ANTICORPI);
rapido (5 minuti);
efficace nella risposta (sensibilità e specificità che tende al 98/99%);
maneggevole e non invasivo ( goccia sangue dal polpastrello);
facilmente eseguibile in ambulatorio, in ambiente di lavoro o a casa

sempre eseguito da un medico, in corso di un consulto o visita medica. Meglio se visita infettivologica.

 

E’ un test validato, giusto per fornire risultati ragionevolmente certi, da valutare con la storia epidemiologica (luoghi, contatti e persone) e con i sintomi e le malattie degli ultimi 3 mesi; valutando anche i test funzionali respiratori e circolatori; per stabilire lo stato di salute, le probabilità di contatto, e la resistenza o sensibilità al virus manifestata attraverso gli anticorpi.

Nell’esaminare la “persona sana” è sufficiente realizzare il “test qualitativo rapido” che fornisce risposte facilmente interpretabili; è infatti un risultato secco che si richiede: SI o NO;

il test rapido per coronavirus
il test rapido per coronavirus

(Nella valutazione del malato, anche grave, sono necessari i test ELISA, ossia la presenza e la quantità degli anticorpi. Questa valutazione anche numerica è fondamentale per la valutazione della risposta immunitaria nella storia del contagio, della evoluzione e della prognosi della malattia; per una valutazione terapeutica, e sulla variazione degli anticorpi nel tempo – qui i test quantitativi sono indispensabili).

Il TEST DIAGNOSTICO per la ricerca di anticorpi IgM / IgG verso SARS- CoV2 è un test rapido immunocromatografico (a flusso laterale), per la rilevazione “qualitativa” degli anticorpi;
Il test da noi utilizzato rileva la presenza di anticorpi anti SARS- CoV2 nei campioni e non deve essere utilizzato come unico criterio diagnostico; non è test quantitativo né di valutazione delle modifiche nel tempo degli anticorpi – necessari per i malati;
Il test rapido quantitativo, con ottima sensibilità e specificità, è utile, pratico, maneggevole, nella ricerca dei soggetti che hanno avuto il contatto con il virus. La Infezione primaria da SARS- CoV2 è caratterizzata da presenza di IgM rilevabili da 3/7 giorni dopo inizio sintomi; eventuale infezione secondaria o risoluzione infezione alta presenza di IgG;
Resta il test RT-PCR, per la ricerva del virus contampone, l’unico test che può definire con una certezza quasi assoluta, la presenza del virus nell’organismo (fase infettiva)

SENSIBILITA’ DIAGNOSTICA (media 97,40% = 86,2%-99,9)
La sensibilità di un esame è la probabilità che un soggetto malato presenti un risultato positivo.
Un esame è cioè sensibile al 100% quando tutti i malati risultano positivi.
la capacità di identificare correttamente i soggetti ammalati,
‘ottima sensibilità, allora è basso il rischio di falsi negativi,
SPECIFICITA’ DIAGNOSTICA (media 99,3% = 96,2% – 99,9%)
La specificità di un esame è la probabilità che un soggetto sano presenti un risultato negativo. la capacità di identificare correttamente i soggetti sani, ovvero non affetti dalla malattia. a un’ottima specificità, allora è basso il rischio di falsi positivi,

Il parere del Ministero della Salute

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