Il nuovo test per il dosaggio degli anticorpi, IgM e IgG, contro il Coronavirus-COVID19

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Leggi: Anticorpi IgM IgG per COVID19. Un commento alla circolare del ministero della Salute sull’utilizzo dei test (4 Aprile 2020)

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Il nuovo test per il dosaggio degli anticorpi, IgM e IgG, contro il Coronavirus.

Nella corsa contro il tempo per bloccare, o almeno rallentare, la diffusione del virus, sono moltissimi gli scienziati al lavoro. Tra i vari successi ottenuti va segnalata la produzione di un nuovo test di laboratorio per “dosare gli anticorpi” contro il Coronavirus, ossia quelle difese che l’organismo attiva quando entra in contatto con il virus e che si ritrovano nel sangue. Quindi l’organismo, appena incontra il virus, organizza le sue difese producendo molto rapidamente le prime immunoglobuline di tipo M (IgM) – in questo caso tra i 3 e i 6 giorni dal contagio. Mentre le IgM sono ancora in crescita od hanno raggiunto il massimo della loro produzione, comincia la produzione delle immunoglobuline di tipo G (IgG), e ciò avviene  dopo la prima settimana dal contagio; nel caso del Coronavirus dopo circa 8 giorni. Queste immunoglobuline aumentano progressivamente col passare del tempo e costituiscono la difesa che si protrae nel tempo, ma anche il ricordo dell’avvenuto contagio.                                                                                                                                        Come per tutti tutti i test che individuano anticorpi nei confronti dei diversi microrganismi, è possibile identificare: i soggetti che non hanno avuto contatto con il virus, oppure quelli che sono in una fase iniziale della malattia e possono diffondere virus. Ma il test può anche identificare una fase di esaurimento dell’infezione, con la presenza di entrambi gli anticorpi o l’esaurimento della fase acuta con la presenza degli anticorpi del tipo G.

Ricordiamo in ogni caso che l’esame diagnostico “gold standard” per evidenziare la presenza del virus nell’organismo è la Metodica in PCR con l’effettuazione del tampone nasale e faringeo.

Il test in questione, in corso di validazione dalla comunità scientifica, è frutto dello studio (XueFeng Wang, et al.,in corso di pubblicazione) effettuato in 8 ospedali cinesi e si basa sul dosaggio qualitativo, cioè presenza o assenza di Ig G e di IgM e servirà non solo a studiare l’evoluzione dell’infezione ma anche, e soprattutto, a identificare coloro che sono o si sono in passato infettati dal virus ma sono rimasti asintomatici, cioè potenziali portatori sani in grado di aumentare, senza saperlo, la diffusione del virus stesso. Inoltre, secondo alcuni studi (Huang C, et al. Lancet 2020; 395(10223):497-506) il test può identificare gli stadi iniziali dell’infezione, quando i tamponi delle vie aeree superiori risultassero negativi per la presenza del virus. Sembra infatti da evidenze cliniche e da una serie di studi eseguiti da alcuni gruppi di ricerca, il virus attaccherebbe prima gli alveoli polmonari per poi risalire nelle vie aeree superiori.
La rapidità del risultato, circa 15/20 minuti, la semplicità dell’esecuzione, nonché la elevata specificità (La specificità di un esame è la probabilità che un soggetto sano presenti un risultato negativo. Un esame è specifico al 100% quando tutti i sani risultano negativi), e la sensibilità (la sensibilità di un esame è la probabilità che un soggetto malato presenti un risultato positivo. Un esame è cioè sensibile al 100% quando tutti i malati risultano positivi), costituiscono i punti forza di questo test che però, sottolineiamo, non fa diagnosi, o almeno non da solo.
Il test della ricerca di anticorpi si dimostrerà quindi fondamentale per orientare il successivo percorso clinico, diagnostico e terapeutico.

Leggi l’editoriale del dr. Paolo Meo: La follia dei test fai da te.

Per approfondire:
• XueFeng Wang ORCID iD: 0000-0001-8854-275X – (in corso di pubblicazione)
Development and Clinical Application of A Rapid IgM-IgG Combined Antibody Test for SARS-CoV-2 Infection Diagnosis
• Juanjuan Zhao et al., 2020- (in corso di pubblicazione) Antibody responses to SARS-CoV-2 in patients of novel coronavirus disease 2019
• Huang C, Wang Y, Li X, et al. Clinical features of patients infected with 2019 novel coronavirus in Wuhan, China. Lancet. 2020;395(10223):497-506.

 

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