Tanzania – 02 – Alert sanitari

Tanzania – 02 – Alert sanitari

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-Colera in Tanzania ed altri paesi africani (giugno ’23): continua l’epidemia dei casi di colera, da sempre presente nell’area, ma da diversi mesi in ripresa nelle aree del nord ovest. Casi denunciati ad Arusha e nei villaggi dell’area dei grandi parchi. Casi nell’area di Dodoma e nei sobborghi di Dar Es Salaam.
L’epidemia di colera nella regione africana dell’OMS continua ad evolversi. Casi segnalati in 13 paesi. Cinque paesi (Burundi, Etiopia, Kenya, Mozambico e Tanzania) hanno registrato nel mese di maggio 23 un aumento di casi importante, complice la fecalizzazione del terreno. Nella settimana 10 (dal 6 al 13 marzo 2023), sono stati segnalati in totale 4110 casi di colera da 11 paesi. Nel primo trimestre 2023 sono stati segnalati comunque 40.563 casi di colera con 818 decessi. La malattia esiste ed è endemica nella maggior parte dei paesi. Chiedete di essere vaccinati con il vaccino orale, efficace e sicuro.
Dengue (luglio ’23): La malattia presente nel paese da oltre un decennio, dal mese di marzo ‘23 è aumentata e sono aumentati i casi denunciati. Un interessante studio, pubblicato su Lancet, spiega il motivo della bassa aggressività ed anche dei sintomi piuttosto lievi che presenta la popolazione in Tanzania, ed in genere nel continente africano. Lo studio evidenzia che in diversi paesi del continente, sebbene tutti i pazienti testati fossero stati infettati dallo stesso genotipo del virus della dengue, gli individui di razza nera erano protetti da aggravanti della malattia dengue, suggerendo la presenza di fattori genetici o ambientali protettivi tra le persone di origine africana. Le manifestazioni cliniche più lievi della dengue nei pazienti africani spiegherebbero perché le epidemie di dengue in Africa sono ridotte e più lievi rispetto all’Asia ed all’America Latina. E spesso le forme cliniche sono scambiate per sintomi riconducibile alla malaria. Occorre in molti paesi introdurre test specifici della malattia, accanto a quello per la malaria, per rilevare i focolai della virosi ed orientare la diagnosi. In effetti i pazienti locali hanno una minore incidenza di dengue grave. Comunque la malattia si è diffusa a macchia d’olio. Importante richiedere il vaccino Qdenga.

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Zecche – tifo esantematico

                           Primo soccorso per una puntura di zecca nell'uomo: una sequenza di azioni
Una piccola zecca da estrarre

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La presenza di persone in aree dense di animali facilita l’insorgere di malattie legate al morso delle zecche. Artropodi, ordine degli Ixodidi, sono comprese nella classe degli Aracnidi, la stessa classe di ragni, acari e scorpioni. Le zecche sono parassiti esterni della dimensione da qualche millimetro a circa 1 centimetro, secondo la specie e lo stadio di sviluppo. Le zecche succhiano dal sangue degli animali diversi microrganismi, tra virus e batteri. In particolare, è presente Rickettsia Mooseri. Il tifo esantematico è la malattia che si può sviluppare, e questo batterio è in grado di diffondere tramite il sistema linfatico. La diagnosi deve essere rapida e la terapia pronta. Nel 2023 in diverse aree della nazione ed anche a Zanzibar abbiamo assistito alla diffusione di zecche e di conseguenza della malattia.

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Marburg virus (marzo – giugno ’23)

Il 21 marzo 2023 viene segnalato dal Ministero della Salute della Tanzania per la prima volta un focolaio di malattia da virus Marburg, virosi particolarmente aggressiva e causa di emorragie e anche mortali. Il 2 giugno 2023, il Ministero della Salute della Repubblica Unita di Tanzania ha dichiarato la fine del suo primo focolaio documentato di malattia da virus di Marburg (MVD). Tra il 21 marzo e il 31 maggio sono stati segnalati in totale nove casi (otto confermati in laboratorio e uno probabile). Tutti i casi sono stati segnalati dal distretto di Bukoba, regione di Kagera. Durante l’epidemia sono stati segnalati un totale di sei decessi (rapporto di mortalità del caso 67%). Rifacendosi alle raccomandazioni dell’OMS, la dichiarazione è stata fatta 42 giorni (il doppio del periodo massimo di incubazione per l’infezione da virus Marburg) dopo l’ultima possibile esposizione a un caso probabile o confermato di MVD. La epidemia sembra risolta.

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