30-01-2020 CIVITAVECCHIA – LA COSTA SMERALDA bloccata con 7000 persone a bordo

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7 mila persone a bordo e mille membri di equipaggio. Sulla Costa Smeralda attualmente sono ancora bloccati per motivi precauzionali i croceristi. In viaggio da Macao (CINA) a Malpensa il 25 gennaio. Da qui a Savona per la crociera nel Mediterraneo. Le vacanze sono iniziate così per una coppia di turisti cinesi. La signora di 54 anni si è rivolta all’ infermeria di bordo per febbre elevata e tosse. La procedura anti-contagio è scattata immediatamente. La signora è stata isolata nella piccola clinica della nave ed i 7000 passeggeri sono stati trattenuti all’interno della nave.  Nel porto centinaia di passeggeri che dovevano imbarcare sono ancora in attesa. Si aspettano i risultati dall’ospedale Spallanzani sul sospetto casi di Coronavirus registrato a bordo

Quindi non si esce e non si sale. Intanto a bordo della nave è salito il personale della Capitaneria di porto, con personale della Sanità Marittima per tutti gli accertamenti del caso. Sono anche intervenuti poi medici dello Spallanzani per eseguire i test di laboratorio e gli accertamenti clinici. Al termine della prima ispezione sanitaria, in accordo con la sanità Marittima la “Capitaneria di porto” dà il via libero allo sbarco dei 1.143 passeggeri, che dovevano lasciare la nave. ma il sindaco, Stefano Tedesco, con la sua autorità si è assolutamente opposto alla discesa dei croceristi, prima di conoscere i risultati definitivi degli esami sul corona Virus.

I primi test eseguiti sembrano negativi e a quanto sembra tutto tornerà nella norma. Per alcuni solamente una grande paura. Ma rimaniamo in attesa della risposta definitiva.

A queste situazioni dovremo abituarci fino a quando l’epidemia non sarà sotto controllo. Queste sono le misure richieste dalle autorità sanitarie internazionali e nazionali per evitare un eventuale diffusione. e queste sono situazioni che si creano all’interno di mezzi di trasporto, sia aereo che navale, che in misura ridotta su strada.

Per questi motivi “chi affronta un viaggio” deve adottare quelle precauzioni e quella attenzione per diminuire la possibilità di contagio. Ricordo che per la grandezza del Coronavirus e la sua diffusione in goccioline del respiro particolarmente pesanti, la distanza di rischio di contagio è considerata di circa un metro. Tra gli accorgimenti da adottare in questi ambienti così chiusi e con una concentrazione umana così elevata, la abitudine a lavarsi spesso le mani, e se considerato necessario dal personale di bordo la possibilità di  “indossare le mascherine”.

Ricordo sempre che in questo periodo di epidemia, chi affronta viaggi in Aereo o in Nave, in particolare verso l’oriente, e non solo, farebbe bene ad effettuare la vaccinazione per influenza e pneumococco (per la spiegazione leggi il seguente documento).

dr. Paolo Meo medico tropicalista, infettivologo direttore Cesmet. 

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