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Scheda malattia Meningite- Prevenzione e vaccinazione

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Prevenzione e controllo

Fattori di rischio delle meningiti per vanno elencati:
età: queste patologie colpiscono soprattutto i bambini sotto i 5 anni. Altre fasce di età variano secondo il microrganismo causale. Il meningococco interessa, oltre i bambini piccoli, anche i giovani adulti; il pneumococco colpisce soprattutto bambini e anziani. L’introduzione dei vaccini obbligatori nel calendario vaccinale pediatrico e dell’adolescente stanno riducendo il numero dei casi in questa fascia di età.
stagionalità: la malattia è più frequente tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, anche se casi sporadici si verificano durante tutto l’anno;
vita di comunità: le persone che vivono e dormono in ambienti comuni, come gli studenti nei dormitori universitari o le reclute, hanno un rischio più elevato di meningite da meningococco e di Haemophilus influenzae
fumo: è un fattore predisponente, compresa l’esposizione al fumo passivo;
comorbidità: altre infezioni delle prime vie respiratorie o alcune immunodeficienze possono determinare un maggior rischio di malattia meningococcica. Immunodepressione, asplenia, insufficienza cardiaca, asma e l’HIV sono fattori di rischio per la malattia invasiva pneumococcica.

La trasmissione avviene per via aerogena, sono predisponenti i contatti ripetuti con ammalati o portatori. Sono favorenti le situazioni di sovraffollamento. La principale causa di contagio è costituita dai i portatori sani o paucisintomatici del batterio. Solo nello 0,5% dei casi la malattia è trasmessa da persone affette dalla malattia.

E’ molto meno diffusiva rispetto ad un raffreddore o una influenza da causa virale. Non viene trasmessa respirando l’aria presente in un ambiente dove abbia transitato un individuo infetto, ma solamente stazionando per lungo tempo vicino a persona infetta.

I soggetti con infezione invasiva da meningococco sono considerati contagiosi per circa 24 ore dall’inizio della terapia antibiotica specifica. La contagiosità è comunque bassa, e i casi secondari sono rari. Il meningococco può tuttavia dare origine a focolai epidemici.

Per limitare il rischio di casi secondari, è importante che i contatti stretti dei malati effettuino una profilassi con antibiotici. Nella valutazione di contatto stretto, che deve essere fatta caso per caso, vengono tenuti in considerazione:
• i conviventi considerando anche l’ambiente di studio (la stessa classe) o di lavoro (la stessa stanza);
• chi ha dormito o mangiato spesso nella stessa casa del malato;
• le persone che nei sette giorni precedenti l’esordio hanno avuto contatti con la sua saliva attraverso baci, stoviglie, spazzolini da denti, giocattoli;
• i sanitari che sono stati direttamente esposti alle secrezioni respiratorie del paziente, per esempio durante manovre di intubazione o respirazione bocca a bocca, i dentisti che vivono in una nuvola di goccioline; il contatto in ospedale o ambienti sanitari;
La sorveglianza dei contatti è importante per identificare e eventualmente trattare rapidamente eventuali ulteriori casi. Questa sorveglianza è prevista per 10 giorni dall’esordio dei sintomi del paziente.

Vaccinazione

La vaccinazione è uno strumento preventivo efficace e da effettuare a tutti gli individui (vaccinazioni dell’infanzia) o per chi si reca in zone o in ambienti a rischio di contagio. La vaccinazione contro la meningite da Neisseria non è una vaccinazione obbligatoria nell’infanzia ma è fortemente consigliata (per meningicocco B e i tipi A-C-W-Y.  È stata resa obbligatoria ai giovani di leva.
Per  i viaggiatori internazionali: è consigliata a tutti i viaggiatori in qualsiasi paese, ma in modo particolare ai viaggiatori che si recano nei paesi africani inclusi nella “cintura meningococcica” (Senegal, Gambia, Guinea Bissau, Guinea Conakry, Mali, Burkina Faso, Togo, Benin Ghana, Niger, Nigeria, Ciad, Cameroon, Rep. Centrafricana, Sudan, Etiopia, Gibuti, Eritrea, Somalia), in particolare durante i periodi considerati a rischio epidemia o stagionalità  “periodi di secca, lontani dal periodo monsonico.” –  Anche per i viaggiatori che si recano in India, in Cina ed in Mongolia, in particolare per chi si reca nelle provincie dove sono stati segnalati casi di meningite da Meningococco, è consigliata l’effettuazione del vaccino antimeningococcico.
– È obbligatoria per tutti i pellegrini che si recano in pellegrinaggio alla Mecca.
Controindicazioni: la vaccinazione è controindicata nei soggetti che manifestano malattie infettive acute in corso e malattie evolutive e croniche debilitanti.
Effetti collaterali: Locali: raro il dolore con gonfiore nella zona di inoculo. Generali: rara la reazione febbrile ed ancora più rari i sintomi lievi delle prime vie aeree.

Come è noto, ad oggi sono disponibili vaccini per la prevenzione delle infezioni da Haemophilus influenzae di sierotipo b (HIB), da Neisseria meningitidis (meningococco) di sierogruppo A, B, C, W, Y e da alcuni sierotipi di Streptococcus pneumoniae (pneumococco), efficaci già nel primo anno di vita. La sorveglianza dei casi causati da questi patogeni è fondamentale per stimare la quota di casi prevenibili e l’impatto delle strategie intraprese.
In seguito all’introduzione del vaccino contro lo pneumococco, l’incidenza della meningite pneumococcica è drasticamente diminuita, sia nei bambini sia negli adulti.

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