la natura del SARS-CoV-2 virus respiratorio

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La questione del SARS-CoV-2 sta nella natura e nelle caratteristiche comuni a questi virus respiratori.

Anche questo virus, mutato da poco, mantiene regole biologiche ben precise comuni a tutti i virus. Il SARS CoV-2 ha una grande capacità a diffondere molto rapidamente e si moltiplica in modo esponenziale. Cavalca senza sosta di fronte ad una prateria senza alcun freno né ostacolo. La prateria è l’umanità, siamo tutti noi. Diffonde velocemente e contagia sempre più persone e di queste oltre l’80% o non ha sintomi o manifesta sintomi lievissimi o lievi, respiratori. Il restante 15-20% ha una sindrome respiratoria anche grave, oltre il 3% in Italia risulta essere mortale. Il problema è che più crescono i contagiati, e ciò avviene in modo esponenziale, più aumentano coloro che hanno bisogno di assistenza ospedaliera, in particolare di assistenza respiratoria e di terapia intensiva e subintensiva. Senza vaccini e senza antivirali specifici, oltre quelli che si stanno provando, non c’è freno alla sua diffusione, all’aumento di casi, alle richieste di assistenza. Per questo motivo si teme che questa crescita di richieste di assistenza porti al collasso della organizzazione sanitaria, nazionale e globale. In Italia e nel mondo. Non per inefficienza o incapacità, ma per carenza di strutture. Quello che si cerca di fare con le misure che si prendono progressivamente è limitare più possibile la circolazione di un virus, il coronavirus, che ha nelle sue caratteristiche sintomi, anche gravi, una mortalità relativamente bassa, ma la capacità di crescere esponenzialmente. Quindi non ci troviamo di fronte ad un virus “letale” e “distruttivo” ma ad un virus respiratorio, aggressivo in una percentuale di casi, verso il quale non abbiamo ancora le armi per arrestarne la crescita e bloccarne la virulenza. Ci vorranno mesi per riuscire ad avere questi strumenti a disposizione. Intanto dobbiamo frenarne la corsa. Il problema è che frenando la corsa con misure di contenimento sempre più forti si distrugge l’economia, il tessuto produttivo, ed il tessuto sociale. Difficile trovare un compromesso. Ma questi sono i fatti. Occorre sbrigarsi nella ricerca dei vaccini e dei farmaci e sperare che queste misure in breve riducano la diffusione di un virus che comunque continuerà la sua corsa” Sperando anche nella stagione primaverile e soprattutto estiva, fino a prova contraria. Dr Paolo Meo

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