23-01-2020 Il nuovo coronavirus 2019-n-CoV sempre più conosciuto. I tempi ed i risultati della ricerca

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Al contrario di quanto trasmesso dai titoli di alcuni media, “ Il virus misterioso cinese”, “il mistero del virus cinese” ed altri simili ,non c’è mai stata una epidemia, nella storia dell’umanità, così identificata, studiata, compresa come quella del 2019-n-CoV, il nuovo Coronavirus di tipo respiratorio.
Nel corso del mese di dicembre 2019 nella città cinese di Wuhan si sono manifestati casi di “malattia respiratoria acuta”, alcuni dei quali evolvevano in polmonite diffusa. Tutto questo nella stagione invernale, durante la quale i virus respiratori influenzali e di diversi tipi si diffondono in modo esponenziale. In questo panorama, che si ripete ogni anno, sono stai notati alcuni casi “strani”, e soprattutto non identificabili dai normali test di laboratorio. Alcune persone ricoverate con una patologia respiratoria acuta, e con una polmonite aggressiva, presentavano un virus “non identificabile”. Il 31 dicembre le autorità di Pechino hanno comunicato ufficialmente all’Oms il contagio di una persona con un virus respiratorio non identificato.
I ricercatori cinesi, con un tempismo esemplare, il 9 gennaio 2020 hanno reso pubblica la “sequenza genomica del virus”, identificato come Coronavirus, in modo da diffondere a tutto il mondo scientifico le conoscenze, e permettere contributi scientifici da ogni parte del mondo.
Tutto questo va considerato come un primo grande successo della scienza medica, nei confronti di un virus aggressivo e poco identificabile.
A fine dicembre Il primo focolaio della malattia è stato localizzato nel “mercato del pesce della città di Wuhan”. Oltre alla vendita del pesce, come tradizione dei mercati cinesi, vi si trova ogni genere di animali vivi, dagli uccelli, ai polli, ai mammiferi. L’infezione ed il contagio è partito da un animale, ancora non identificato. Gli animali ammalati hanno contagiato una o più persone che si trovavano a stretto contatto con questi, ed in breve tempo il virus, come talvolta accade soprattutto per questi virus respiratori, si è adattato all’organismo umano ed ha imparato a trasmettersi da uomo ad uomo, attraverso le goccioline del respiro. Ora sappiamo che il 2019-n-Cov può trasmettersi da uomo ad uomo come un normale virus influenzale.
E qui si è verificato il secondo successo, quanto meno per la prontezza della risposta a livello mondiale. Con decisioni rapide e precise sono state isolate tutte le aree dove si è sviluppato il focolaio di malattia. La città di Wuhan è stata isolata dal resto del mondo e sono stati limitati gli spostamenti delle persone sia all’interno che verso l’esterno. Parliamo di una città da 11 milioni di abitanti.
Una serie di casi già si sono manifestati in diversi paesi del mondo, dalla Thailandia, alla Corea, all’ Australia, ed un caso anche negli stati Uniti. Ma nello stesso tempo è stato messo in atto un piano di controllo dei viaggiatori, dalla Cina ed in particolare da Wuhan, come mai prima era stato fatto. Ora vedremo se questo sforzo collettivo e soprattutto questo coordinamento immediato a livello internazionale potrà bloccare all’origine la propagazione dei casi che si sono manifestati in Cina. Certo è che la risposta preventiva e di circoscrivere i focolai di malattia virale è stata immediata. Anche l’informazione limpida e reale ha contribuito ad una coscienza collettiva di protezione generale. Ora bisognerà attendere i risultati continuando i controlli ai varchi di frontiera ed alla attenzione, nelle aree di epidemia di eventuali altri casi di malattia respiratoria.
D’altra parte ricordiamo sempre che, come in tutte le malattie infettive e contagiose, anche causate da virus aggressivi, la maggior parte di noi umani, ma anche animali, supera l’infezione senza neanche accorgersi di essere stati infettati. I nostri sistemi di difesa sono sempre attivi ed efficaci. Come sempre i soggetti più a rischio e da tenere sotto controllo attivo sono i malati cronici, e gli anziani per la diminuzione delle capacità difensive del sistema immunitario. Anche i bambini piccoli, soprattutto defedati e malnutriti, possono sviluppare una malattia aggressiva. Continuiamo a seguire lo sviluppo di questa epidemia con le prossime notizie commentate. Dr. Paolo Meo infettivologo, tropicalista.

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