SARS-CoV-2 il nuovo coronavirus circola in Italia. Perché e cosa fare

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Il virus SARS-CoV-2, nuovo coronavirus, circola liberamente nel territorio italiano.

SARS-CoV-2, il nuovo corona virus, mutato in Cina, presumibilmente nel mese di novembre 2019, inizia a diffondere sempre più, da metà febbraio 2020 non solo nelle regioni del Nord Italia ma un po’ ovunque. Le regioni e le città italiane contaminate aumentano progressivamente. Questa diffusione è dimostrata da una parte dai quasi 2000 casi oramai diffusi  tra Lombardia e Veneto, Emilia Romagna, Liguria e Piemonte, di cui si cerca l’origine, ossia il primo caso infetto ed il momento dell’inizio della epidemia. Casi che si continuano a manifestare con focolai epidemici, generalmente piccoli, spesso in crescita esponenziale. E sempre la diffusione è dimostrata da singoli casi di COVID-19 che si osservano oramai in quasi tutte le regioni ed in molte città italiane.

Circolazione del virus SARS-CoV-2

Perché il virus SARS-CoV-2 ha iniziato a circolare così velocemente ? Segue le normali regole di diffusione di tutti gli altri virus respiratori?  Questo virus ha iniziato a circolare poiché la sua diffusione avviene mediante le goccioline del respiro, degli starnuti e della tosse, situazioni molto frequenti nella stagione invernale. Ed in questa stagione il comportamento di tutti noi è quello di stare in ambienti chiusi e non areati. E non solo (1) le persone che manifestano attivamente sintomi respiratori, causati naturalmente da coronavirus, possono contagiare altre persone, ma (2) il contagio può avvenire anche attraverso coloro che stanno incubando il virus, senza manifestare sintomi.  Quindi in Italia il contagio del virus SARS-CoV-2: (1) non dipende più solamente da chi arriva dalle zone infette della Cina, per cui occorre continuare i controlli, l’attenzione, la quarantena e l’isolamento. Ma (2) si è innescata la fase della diffusione autoctona, ossia da individui presenti sul territorio e che mai hanno viaggiato. La diffusione autoctona è un meccanismo legato alle normali regole di diffusione di qualsiasi virus.

Caratteristiche fisiopatologiche del virus SARS-CoV-2 e sviluppo della malattia –tasso di morbilità
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Diversi lavori, effettuati da ricercatori cinesi, italiani e di diverse nazionalità e validate a livello internazionale, evidenziano sui numeri attualmente a disposizione, ossia su Quasi 100.000 casi, ancora non raggiunti, che:
(1) il virus SARS-CoV-2 si manifesta, in circa l’80% dei pazienti con sintomi respiratori di lieve entità, ossia “rinite” con raffreddore, “faringo – laringo – tracheiti” con tosse anche produttiva, e lieve rialzo febbrile, fino ad un massimo di 38°C. Questi sintomi sono gli stessi dati dalla maggior parte dei virus respiratori, della maggior parte delle famiglie dei virus, che girano nel mondo.
(2) Circa il 20% dei pazienti manifesta una bronchite o una broncopolmonite, spesso bilaterale, interstiziale, di gravità crescente. Anche questa percentuale è sovrapponibile a molti microbi causa di malattie respiratorie.
(3) Di tutti questi casi respiratori, compresi quelli gravi, il 95% dei pazienti guarisce senza esiti, o lesioni permanenti.
(4) il 5% dei pazienti mostra esiti gravi, che possono portare al decesso per insufficienza respiratoria acuta grave ed irreversibile. Sappiamo che sono soggetti a questi esiti gravi e letali in buona percentuale anziani, defedati, affetti da malattie croniche. Le malattie cardio-circolatorie ed il diabete possono favorire la gravità della malattia.
(5) si è appurato e confermato che la coinfezione con altri virus, quale quello della influenza da mixovirus, ed anche con batteri quali pneumococco o anche famiglie di strepto e stafilococchi può aggravare la sindrome respiratoria indotta dal coronavirus e potenziata dagli altri microrganismi.

Tassi di mortalità del virus SARS-CoV-2
Il tasso di mortalità presentato dal Coronavirus SARS-CoV-2 fuori dal focolaio di Wuhan e della provincia di Hubei, dove ha superato il 3% sui casi totali, nelle altre città cinesi e nel resto del mondo, compreso lo sviluppo della malattia in Italia, si attesta mediamente intorno allo 1 % fino ad un 3%. Sono diverse percentuali, ancora ballerine, che dipendono dalla esiguità dei numeri e dagli studi ancora in corso. In Italia, con la crescita della epidemia negli ultimi giorni sembra essersi attestato intorno al 3%. Una percentuale che se rapportata alla mortalità della SARS, di circa il 20%, e della MERS superiore al 30%, mostra la non eccessiva virulenza di questo virus. Ma questa caratteristica positiva viene compensata invece negativamente dalla forte capacità di diffondere, in modo esponenziale e molto velocemente.

Circolazione del virus SARS-CoV-2e norme di contenimento:
E questa caratteristica del virus, di essere un grande diffusore, con una capacità aggressiva rilevante, accompagnata dalla non disponibilità, allo stato attuale, di vaccini e di farmaci attivi, rende indispensabile applicare “regole preventive, comportamentali, sociali, e sanitarie”, necessarie a ridurre ed a frenare più possibile la diffusione rapida del virus. Questo virus, vista anche la assoluta mancanza di risposta immune umana, in quanto virus mutato e nuovo, potrebbe in poco tempo coinvolgere, da studi internazionali fatti e validati fino un 30% ed oltre della popolazione globale. Questa diffusione rapida ed esponenziale creerebbe seri problemi di gestione di sanità pubblica della oramai quasi pandemia. Lo sforzo importante ora è quello di evitare che il virus circoli sempre più rapidamente ed in tempi rapidi.

Cosa possiamo fare e come adeguarci alle indicazioni delle autorità sanitarie
Tutti noi possiamo e dobbiamo agire con quel buon senso che ci porterà a superare lentamente questa ondata epidemica, oramai non arrestabile ma contenibile. Bisogna quindi cominciare a rivedere alcuni nostri modi di agire ed accettare le giuste norme per ridurre la veloce diffusione del virus:
1. Chi di noi presenta sintomi respiratori, anche lievi ed ancora di più di una certa entità, come si faceva normalmente al tempo dei nostri nonni, rimanga a casa, fino alla fine dei sintomi. “stai a casa e stai a letto fino a che non ti passa”. Vecchia predica che aveva il suo significato. Questo comportamento fa bene al malato ma soprattutto evita eventuali contaminazioni e contagio dei microbi ad altre persone, una vera e propria auto quarantena;
2. Chi ha forme respiratorie importanti avvisi il proprio medico che valuterà la situazione ed il comportamento da adottare;
3. L’isolamento in aree sanitarie protette, per la malattia conclamata, serve ad attivare la necessaria assistenza clinica e curativa, ma anche ad impedire la diffusione reale del virus da un caso attivo;
4. la così detta quarantena di 14 giorni, ha la funzione di isolare chi ha avuto contati con probabili diffusori di virus, ed impedire che a sua volta diffonda il virus, senza saperlo, amplificando in modo esponenziale l’evoluzione della malattia.
5. le misure di isolamento e contenimento della popolazione dei territori dove si sono sviluppati focolai di virus, ovvero la chiusura e lo stop a tutte le attività di aggregazione. Ossia uffici, scuole, università, locali pubblici, mercati, e tutte le manifestazioni che facilitano il contatto stretto tra decine, centinaia o migliaia di persone, ha la funzione di contenere il virus nell’area interessata e frenare più possibile la diffusione della malattia.
Tutto questo ha il senso di contenere e frenare questa epidemia, oramai presente in molte parti del mondo, ma in modo particolare ora anche in Italia. Dove l’organizzazione sanitaria ha comunque la capacità di accompagnare, con le giuste regole e comportamenti l’evoluzione della epidemia, le capacità di gestire la malattia, e soprattutto le risorse in ricercatori in grado di contribuire, con i loro studi, a trovare soluzioni nel settore diagnostico, e della realizzazione di nuovi farmaci e vaccini. Continueremo a seguire lo sviluppo di questa epidemia, fornendo anche indicazioni e servizi per i viaggiatori, che per noi del Cesmet, costituiscono il nostro target di assistenza.

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