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In Veneto il primo morto in Italia da Coronavirus.

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E’ in Veneto il primo morto da Coronavirus in Italia.

Segnalati da circa un giorno due casi positivi ai test di Coronavirus, in un paese dei Colli Euganei.  Vò Euganeo si è svegliato con la paura del virus della CoViD19, la sindrome respiratoria che sta mettendo il mondo in ginocchio.   E’ un anziano signore di 78 anni il primo morto in Veneto da Coronavirus. Insieme ad un altro signore di 68 anni, ricoverato all’ospedale di Padova per grave polmonite, avevano in comune la frequentazione del bar del paese di Vò Euganeo. La cittadina dei Colli Euganei, è stata messa in isolamento e tutta la cittadinanza è stata sottoposta ai controlli sanitari per individuare l’eventuale presenza di visus attivo.

L’anziano paziente ultra settantenne, per le sue cattive condizioni di salute, dovute a malattie pregresse, era stato ricoverato presso l’ Ospedale di Schiavonia, da oltre 10 giorni. Il peggioramento della situazione respiratoria negli ultimi giorni, fino all’insufficienza respiratoria grave nelle ultime ora, hanno portato i sanitari ad effettuare i test per il virus, risultati positivi. L’evoluzione è stata così rapida che non si è riusciti a trasferire il paziente all’ospedale di Padova.
Ora la struttura ospedaliera di Schiavonia è stata evacuata ed isolata.
Gli esami per il Coronavirus saranno estesi ad oltre 4000 persone, residenti del paese. Questo per verificare l’eventuale circolazione del virus nella popolazione. Intanto il governatore Zaia ha emesso una ordinanza per l’isolamento della cittadina.

Commenti:
La notizia è di quelle che desta sconcerto ed un senso di incertezza ed anche paura. Ma per gli addetti ai lavori la malattia da Coronavirus CoViD19, è una sindrome respiratoria con sintomi che da lievi possono arrivare ad essere particolarmente gravi con una percentuale di letalità da cui non si può prescindere. Il virus SARS-Cov -2 è un virus che, come tutti i virus, segue delle regole di diffusione, morbilità, ossia di capacità di indurre malattia, e di letalità, ossia di numero di morti sul totale dei casi manifestatisi,  da cui non si può prescindere.

Consideriamo che è tipico di tutti i virus ed in modo particolare di questi tipi di virus respiratori, la capacità, anzi la necessità di diffondere da un individuo all’altro, per garantirsi la moltiplicazione e la sopravvivenza. In questa diffusione, che diventa esponenziale e sempre più rapida, fino a raggiungere un picco massimo, si manifestano i casi di malattia e tra questi una percentuale di individui che non superano la fase acuta e muoiono per grave insufficienza respiratoria.  E’ di queste epidemie, che possono diventare pandemia, ossia estendersi a tutto il mondo,  manifestare una mortalità con incidenza differente. Da meno dell’1% fuori la Cina, fino a quasi il 3% nel territorio cinese per la CoViD19. La SARS ebbe una mortalità superiore al 20% e la MERS di circa il 30%.

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