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Febbre Gialla in Senegal. Casi soprattutto nelle regioni orientali.

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Febbre Gialla in Senegal, non si placa lo stillicidio dei casi umani, in particolare nelle regioni orientali. Non solo casi umani ma anche la
presenza di branchi di scimmie infette del virus, portatrici sane. Questi animali possono fare anche migliaia di chilometri in branchi e diffondere la malattia ovunque nel territorio.

Il virus della febbre gialla rimane una minaccia importante nei paesi africani ma anche in Centro e Sud America. Tutto questo nonostante l’esistenza di un vaccino molto efficace.
In Senegal e in particolare nella parte orientale del paese, è stata dimostrata una “circolazione silvestre” con caratteristiche di periodicità e con un impatto importante sulle popolazioni locali. Una epidemia si è diffusa dall’ottobre 2020 fino al febbraio 2021 e poi è ricomparsa in modo sporadico nel giugno 2021 in diversi villaggi del Senegal orientale. Le analisi virologiche compiute da ricercatori senegalesi con l’apporto di gruppi internazionali hanno evidenziato l’implicazione delle zanzare silvestri di Aedes Aegypti nella trasmissione del virus. L’analisi del genoma virale ha mostrato una stretta relazione tra il ceppo circolante nel Senegal orientale nel 2020 e un’altra linea di virus circolanti due anni prima nell’Africa occidentale, in particolare in Gambia. Si ricorda il caso di un viaggiatore olandese, non vaccinato per la febbre gialla, che ha sviluppato la malattia al ritorno in Europa.

Il virus della febbre gialla (YFV) è un flavivirus (famiglia Flaviviridae) trasmesso dalle zanzare Aedes e isolato per la prima volta nel 1927. L’YFV è un virus a RNA ([+]ssRNA) a senso positivo. Le proteine strutturali (C, M, ed E) e le proteine non strutturali (NS) (NS1, NS2A, NS2B, NS3, NS4A, NS4B, e NS5) sono caratteristiche di questo virus e costituiscono una parte importante di proteine che scatenzano la risposta immunitaria dell’organismo.
La maggior parte delle infezioni sono asintomatiche o lievi ma YFV può causare una grave malattia acuta caratterizzata da febbre, nausea, vomito, dolore epigastrico, epatite con ittero, insufficienza renale, emorragia, shock e morte. Sono circa il 47% dei casi che evolva in forme gravi, mentre il tasso di mortalità per tutte le infezioni da YFV è vicino al 5%.

SCIMMIE PORTATRICI DI VIRUS
SCIMMIE PORTATRICI DI VIRUS

YFV è endemico nelle regioni tropicali dell’Africa subsahariana e del Centro e Sud America, dove si mantiene in natura attraverso un ampio spettro di “ospiti” che amplificano l’infezione e la riproduzione virale e che permettono la trasmissione tra primati non umani (NHP) ossia diverse famiglie di scimmie. La trasmissione avviene attraverso zanzare vettrici competenti per questo virus: specie Haemogogus e Aedes; e la trasmissione all’interno dei vettori in questione.

Quali sono i cicli di trasmissione della febbre gialla in natura?
(1) ciclo silvestre che coinvolge la trasmissione tra scimmie e zanzare. Gli esseri umani possono essere infettati occasionalmente attraverso lo spillover tramite punture di zanzare infette durante la visita o il lavoro nella foresta.
(2) ciclo intermedio nella savana africana dove la trasmissione avviene tramite la puntura di zanzara tra scimmie infette o portatrici del virus ed esseri umani che vivono o lavorano nelle aree di confine della foresta.
(3) ciclo urbano che coinvolge un essere umano, portatore del virus, che contrae il virus stesso nel ciclo silvestre o nel ciclo intermedio, e che ritorna in un’area urbana dove le zanzare urbane Aedes o Haemogogus possono trasmettere il virus ad altri esseri umani.

In Senegal YFV si trasmette sia con il “ciclo silvestre” in cui gli esseri umani sono infettati da punture di zanzare Aedes nella foresta; o da zanzare che cercano pasti di sangue umano all’interno dei villaggi; anche con il ciclo urbano YFV è trasmesso tra gli esseri umani dalla zanzara Ae. aegypti, altamente antropofila. In questo modo il rischio di contagio può essere presente non solo nelle aree epidemiche ma in tutto il territorio ed anche nelle grandi città.

Nonostante l’esistenza di un vaccino molto efficace, di recente sono stati segnalati grandi focolai sia in Sud America (Brasile), con infezioni spillover, sia in Africa (Repubblica Democratica del Congo, Angola, Nigeria), con amplificazione umana e trasmissione urbana da parte dei vettori.
Il Senegal sud-orientale è caratterizzato da un focolaio enzootico (animale) di diversi arbovirus, dove YFV si presenta ad intervalli di circa 6 anni. Infezioni umane sono state segnalate nel 2011, seguite da una circolazione enzootica (scimmie) importante con un picco nel 2015, individuato attraverso il rilevamento del virus nelle zanzare silvestri. Uno studio sull’evoluzione molecolare dei ceppi silvestri ha mostrato che in Senegal circolano sei distinti lignaggi di YFV. Quattro dei quali si trovano a Kedougou, nel Senegal orientale, tutti appartenenti al genotipo West Africa II. Nel complesso, questi studi passati evidenziano la regione di Kedougou come un hotspot chiave dell’YFV.
Quindi una nuova epidemia di YF si è verificata da ottobre 2020 a febbraio 2021, con una ripresa nel giugno 2021, in tre diverse regioni del Senegal orientale (Tambacounda, Matam e Kedougou).
L’area di Kedougou è una zona endemica di YF, e il virus è stato trovato principalmente nei vettori silvestri, in modo simile alla precedente epidemia del 2010 e del 2015.
Il recente focolaio di YF è iniziato nell’ottobre 2020, il che conferma le ipotesi di studi che identificano il più alto rischio di esposizione umana nella regione nel mese di ottobre, quando la maggior parte dei siti, compresi villaggi e campi agricoli, contengono zanzare infette da YFV.
Inoltre, la prima rilevazione di YFV nelle zanzare è stata effettuata nell’agosto 2020, cioè due mesi prima della notifica del focolaio umano confermando che la circolazione negli animali, ossia tra i serbatoi silvestri seguita da un evento di spillover, avveniva già nei mesi precedenti alla comparsa della malattia nell’uomo.
I territori di Tambacounda e Matam sono stati i primi colpiti dall’epidemia, mentre invece Kedougou ha registrato il maggior numero di casi.
La campagna di vaccinazione di massa lanciata dal governo senegalese nel febbraio 2021 nell’area in questione è stata seguita da una drastica riduzione dei casi. Nessuno caso registrato dopo il periodo estivo.
YFV continua ad essere una grande preoccupazione per le popolazioni presenti nelle savane senegalesi, con una copertura vaccinale insufficiente a causa di una fornitura limitata di vaccini. La presenza di un alto numero di persone non vaccinate che vivono nelle regioni endemiche, crea il rischio di una ripresa di questo focolaio nel Senegal orientale. Questo sottolinea l’importanza dell’immunizzazione di routine e delle campagne di vaccinazione anche nel contesto della pandemia di COVID-19.

Questi eventi epidemici dimostrano che solamente campagne di vaccinazioni diffuse, continue ed efficaci risolvono il problema di queste e di molte altre epidemie o pandemie.

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