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Conoscere la biologia di zanzare e zecche

Conoscere la biologia di zanzare e zecche

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Conoscere la biologia di zanzare e zecche per difenderci meglio

 

Tutte le zanzare hanno quattro stadi di sviluppo: uovo, larva, pupa, adulto. L’intervallo di tempo che intercorre tra lo stadio di uovo e di adulto varia dai 5 ai 14 giorni a seconda della specie ed è fortemente influenzato dalla temperatura ambientale. La femmina adulta può vivere fino ad un mese.

  1. Anopheles: la zanzara femmina adulta, che nei paesi tropicali trasmette la malaria, è attiva  dal tramonto all’alba del giorno seguente. Depone da 50 a 200 uova direttamente in acqua dopo aver effettuato un pasto di sangue.  A seconda della specie di Anopheles, la deposizione delle uova può avvenire in acque dolci e fresche, acque salmastre, paludose, tra le mangrovie, nei campi di riso, nei fossati erbosi, negli anfratti delle rive di torrenti e fiumi, in piccole pozze di acqua piovana, nelle zone più ombrose di una foresta.  Poiché i primi tre stadi di maturazione della zanzara necessitano di umidità ed acqua, anche le piscine possono essere infestate da uova, larve o pupe e quindi maturare ad insetto adulto.
  2. Aedes, la zanzara femmina adulta trasmette malattie diverse dalla malaria (malattie virali) pungendo durante il giorno, da poco dopo l’alba fino a poco prima del tramonto. Depone le uova su superfici non umide. Il letto prosciugato di un ruscello o di un torrente, l’interno di contenitori vuoti di vario genere, compresi i serbatoi per la raccolta dell’acqua piovana nelle grandi città, sono luoghi dove le uova resistono alla siccità anche per diversi mesi fino a quando le piogge permetteranno la schiusa delle uova e lo sviluppo dell’insetto adulto.
  3. A differenza delle zanzare, classificate come insetti, le zecche fanno parte della classe degli Aracnidi, non sono dotate di ali, quindi non possono volare. Anche la zecca si nutre di sangue umano e per farlo si arrampica agilmente sugli abiti fino a raggiungere la pelle scoperta dove, con il suo apparato buccale, può restare agganciata anche per tre settimane consecutive aumentando il suo peso iniziale fino a 200 volte. Durante il pasto la zecca può trasmettere un’ampia varietà di agenti causa di malattia e per tale ragione va rimossa al più presto e nel modo più appropriato, facendo in modo che l’apparato buccale non resti conficcato sotto la pelle, provocando così una infezione secondaria. Per rimuovere la zecca nel modo giusto occorre ricoprirla con olio di paraffina, oppure irrorarla con un repellente per interrompere il suo rifornimento di ossigeno. Tale manovra costringe la zecca a staccare l’apparato buccale dalla pelle, consentendo di catturarla con una pinzetta.

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