04-02-20: Si aggravano le condizioni della coppia cinese ricoverata allo Spallanzani di Roma.

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L’opinione dello specialista.

La direzione sanitaria dell’ospedale Lazzaro Spallanzani di Roma, riguardo alla coppia cinese ricoverata, ha rilasciato il seguente bollettino medico: «nelle ultime ore i due pazienti ricoverati per polmonite da Coronavirus, hanno avuto un aggravamento delle condizioni cliniche a causa di una insufficienza respiratoria, come segnalato nei casi fino ad ora riportati in letteratura. Pertanto è stato necessario un supporto respiratorio in terapia intensiva. I pazienti sono monitorati in maniera continuativa e sono sottoposti a tutte le cure, anche farmacologiche del caso, compresi farmaci antivirali sperimentali. Le attuali condizioni cliniche sono quindi compromesse ma stazionarie, per cui i medici che li hanno in cura si riservano la prognosi».

Una lettura dello specialista infettivologo. Quanto sta accadendo allo Spallanzani fa parte del decorso naturale della malattia, anche in corso di terapie mirate e controllate. Come per l’influenza e per altre malattie respiratorie, quali la polmonite da pneumococco, anche per il coronavirus l’aggravamento del quadro può essere improvviso e repentino. L’organismo perde la sua capacità difensiva, che deriva dai vari livelli di immunità, ed i virus si moltiplicano senza freno. Ripetiamolo ancora: la situazione che si è creata fa parte della evoluzione clinica di tutte le malattie infettive aggressive come quelle che ho menzionato precedentemente.

La coppia cinese, proveniente dalla città di Wuhan, epicentro della epidemia, ha manifestato i tipici sintomi simil influenzali a Roma, tipici dell’inizio della malattia. Bisogna bene chiarire che il contagio in questo caso avviene attraverso le goccioline della tosse in un raggio di 1 / 2 metri e non oltre. Una volta depositato il virus ha una vita molto breve e non rimane nell’ambiente a lungo. I due pazienti sono stati ricoverati ed isolati all’ospedale Spallanzani, in seguito alla diagnosi effettuata con i test di laboratorio specifici. Da quattro giorni i due pazienti cinesi sono sottoposti alle cure necessarie, sia con farmaci antivirali “sperimentali”, ossia utilizzati per altri tipi di virus, e di cui non si conosce l’efficacia sul 2019-nCoV. Sia con supporto sia reidratante che farmacologico sintomatico. Sappiamo bene che l’evoluzione della malattia nella maggior parte dei casi è positiva, fino alla guarigione, ma in una percentuale di soggetti si aggrava, fino ad una insufficienza respiratoria importante e pericolosa. Ed è quello che è successo ai due cinesi. In questo caso, nelle unità di terapia intensiva, si aiuta il malato con una respirazione assistita, cioè aiutandolo a respirare e continuando le terapie necessarie.

Tutto questo succede in tutti i casi di polmonite, per esempio quelli da pneumococco, che evolvono verso l’insufficienza respiratoria, e possono portare al decesso. In Italia oltre 11.000 persone l’anno muoiono da polmonite di tipo batterico. E questo lo voglio sottolineare perché da noi, in Italia ed in Europa, si muore per tante malattie anche respiratorie. La stessa influenza in Italia fa migliaia di morti l’anno.

Ci auguriamo e facciamo gli auguri alla coppia cinese per una pronta guarigione, ma come diceva il bollettino, la bibliografia internazionale di questi giorni riporta una evoluzione così grave in molti casi di 2019-nCov. Molti guariscono, qualcuno non ce la fa.

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